Il mio undici

Sono stato indeciso fino all’ultimo sulla tematica da affrontare in questo periodo per condividerla con amici e lettori. Non nascondo che la volontà iniziale fosse quella di approfondire un pensiero riguardo ciò che sta accadendo, ma sarebbe sbagliato, anche, negare come sia sorta in me una romantica idea di distrarvi, così è prevalsa quest’ultima.


Sta spopolando su Instagram una nuova challenge, chi mi conosce lo sa, non sono molto portato per l’attività sui social, ma in questa circostanza (ahimé) sono costretto a rivalutare il mio pensiero antisocial, visto che questi hanno reso questa quarantena sicuramente più tollerabile; la challenge consiste nel scrivere il proprio 11 ideale. Chi, come me, appassionato di calcio, avrà sicuramente immaginato questo “squadrone”, pertanto oggi vorrei raccontare il mio.


Iniziando dalla fine, dal ROMAnticismo di cui parlavo, nel mio 11 ideale il numero 10 che non potrebbe mancare in assoluto è Francesco Totti. Sarebbe superfluo per un tifoso romanista, spiegarne il motivo, semplicemente il giocatore italiano più forte di sempre. Posta la base su cui tutto girerà passiamo al modulo: 4 3 1 2, il motivo di questo modulo, in realtà, non lo so bene neache io, ma certamente sarà per il bel calcio che il Milan di Ancelotti esprimeva incantando tutta Europa. Ho immaginato che i finalizzatori di questa squadra possano essere indubbiamente: Maradona, colui che considero essere il Calcio, e Ronaldo, il fenomeno, uno dei giocatori più completi della storia del calcio: veloce, tecnico, potente. Dietro il mio numero 10, davanti alla difesa, non può mancare un maestro dai piedi educati, allora chi meglio di Pirlo?


Per avere, poi, un centrocampo vincente non si può fare a meno di inserire “muscoli” necessari per la fase difensiva, caratteristiche che non mancano a Seedorf, se non mi credete chiedelo a Cristiano Ronaldo, che giorni fa ha perso una sfida di addominali con Clarence. Per completare questo centrocampo, servirebbe un giocatore che abbini qualità e quantità, ma anche un po’ di sregolatezza, identikit che descrive a pennello Zidane. Tutti sanno che per primeggiare serve una buona difesa, quindi partendo dai centrali, il primo, certo, sarebbe Maldini, motivarne la scelta sarebbe superfluo; gli affiancherei Puyol, il signore che, a Barcellona, ricordano ancora come il Capitano; sull’esterno sinistro non può mancare R. (Gambeconpochimuscoli) Carlos, una macchina da calcio; infine, un altro brasiliano che non guasta mai, Cafu. Una squadra non potrebbe definirsi tale senza un portiere, la mia scelta è ricaduta su Allison, ma solo per l’idea di poter vedere il portiere lanciare di precisione direttamente su uno dei 3 libero davanti. Inviterei, quindi, i miei amici a voler provare a scrivere anche loro il loro “best team”, augurandomi di avere portato un po’ di leggerezza in questa condizione abbastanza pesante per tutti.

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