Historia magistra vitae

Fermiamoci un attimo e immaginiamo.

Immaginiamo un  Mondo che vive in un’epoca dorata, una  situazione economica rosea per tutti. Indice di tale benessere e di una diffusa fiducia verso il futuro è la crescita veloce, velocissima, della popolazione.

Il clima è mite e le stagioni sono ben definite. Nuove rotte commerciali favoriscono una crescita orizzontale dei prodotti e la loro globalizzazione. L’ultima grande guerra sembra quasi un ricordo.

No, non ci troviamo a cavallo tra il vecchio ed il nuovo millennio. Ci siamo spostati un po’ più indietro. Nel XIII secolo precisamente. L’epoca di Dante, di Marco Polo. L’epoca in cui si inventano le banche e le università.

In questo periodo di “ozio” forzato, leggendo del passato, si è fatta forza nella mia mente la famosa frase di Cicerone, “Historia magistra vitae”.

Ma perché dovrebbe importarci cosi profondamente di avvenimenti di quasi un millennio fa?

Perché oggi in un mondo che procede alla velocità della luce rispetto già solo al secolo scorso dovremmo affidarci e consigliarci con avvenimenti passati?

Ci soccorre Gianbattista Vico ed i suoi “corsi e ricorsi storici”.

 Ciò non significa, come comunemente si interpreta, che la storia si ripeta. Al contrario, vuole piuttosto significare che l’uomo è sempre uguale a se stesso pur nel cambiamento delle situazioni e dei comportamenti storici. Ciò che si presenta di nuovo nella storia è solo paragonabile per analogia a ciò che si è già manifestato.

Ed è cosi che si arriva ai tempi nostri. Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito a dei cambiamenti radicali, non solo nel nostro modo di vivere ma anche nel mondo che ci circonda. Crisi economica, cambiamenti climatici e per ultima la pandemia da COVID19. Sfide che ci sono apparse e che ci appaiono tutt’oggi insormontabili, nonostante ciò, calandoci nel  ruolo di  semplici osservatori vediamo che quello che stiamo vivendo nelle ultime due decadi è già accaduto.

Ci localizziamo nel XIV secolo. La popolazione sempre crescente mette in crisi la produzione dei beni di prima necessità e si cominciano ad avere le prime carestie, ma l’uomo indomito, comincia a spingersi anche verso terreni poco produttivi per sopperire alle mancanze, terrazzando finanche le montagne. A dare un colpo netto alle speranze, ci si mette il clima. Sarà un’epoca conosciuta come “La piccola era glaciale”. Giusto per intenderci la Senna o il Tamigi ghiacciavano interamente.

Le grandi guerre considerate ormai lontane tornano con una forza immensa. Sarà il secolo della guerra dei cent’anni, tra inglesi e francesi. Per finanziare queste guerre i signori crearono un enorme debito verso le banche che prestavano di buon grado dei soldi ai Re salvo poi fallire quando questi non potevano più pagare i debiti. Innescando una profonda crisi economica.

Nel 1300 il mondo viene scosso a più riprese dall’ epidemia di peste. Il sistema collassa, la popolazione è dimezzata!

Ancora, perché dovrebbe importarci così profondamente di avvenimenti di quasi un millennio fa?

A mio avviso le analogie sono lampanti. Noi come loro stiamo vivendo un periodo di profonda recessione, di crescita demografica incontrollata, di cambiamenti climatici (e sta volta lo zampino ce lo abbiamo messo anche noi) e giusto per non farci mancare nulla ci siamo concessi anche una pandemia.

“Historia magistra vitae” torna nel suo significato più forte. Cosa possiamo prendere come insegnamento da avvenimenti cosi lontani eppure così simili ai nostri?

Nel XIV è indubbio che la popolazione non si arrese. Ad ogni minimo spiraglio si provava e ci si ingegnava a ripartire. Nasce la borghesia e si cominciano a gettare le basi per quella che sarà la rivoluzione francese. I nuovi borghesi vogliono abiti nuovi e le sartorie pregiate, per sopperire alla crisi del settore,  si attrezzano anche per la produzione di abiti a buon mercato. Il calo demografico nei conventi, quelli maggiormente colpiti dalla peste, porterà alla ricerca ed alla successiva invenzione della stampa a caratteri mobili, data la scarsità nel reperire amanuensi. In tutto il mondo si avverte una profonda voglia e spinta per non soccombere al corso degli eventi.

Di lì a poco assisteremo alla nascita di un’epoca di massimo splendore, il Rinascimento.

È qui che la storia si fa maestra di vita, per noi moderni, proiettati sempre al futuro ma con una scarsa memoria storica. Ci siamo fossilizzati in locuzioni mentali che ci hanno reso convinti di non poter intercedere con vostra signora provvidenza. E cosi abbiamo perso ogni voglia, ogni spinta a voler ripartire.

È qui, che la storia ci insegna che dei popoli con scarsi mezzi, con scarse conoscenze, hanno sempre avuto l’ardire di reagire ai tempi avversi. Questo sentimento deve essere il nostro maestro. Ci sono ancora milioni di nuovi orizzonti da scoprire, milioni di esperienze da vivere e di cose da inventare.

Perché “la felicità si può trovare anche nei tempi più oscuri, se solo ci si ricorda di accendere la luce”

E allora uomo alza la testa.

Fatti nuovamente creatore.

Sii degno del tuo passato.

Sii degno di essere Essere Umano.

Ci rivedremo, ne sono sicuro!

E sotto un cielo stellato ammireremo un nuovo Rinascimento.

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