Arte e cultura: tesori che non tramontano mai

Giuseppe Momo, Scala elicoidale ai Musei Vaticani, 1932 | Courtesy Musei Vaticani

Ci stiamo lasciando alle spalle una situazione surreale che ha colpito ogni Paese del mondo: dalla Cina, alla nostra amata Italia, passando da Francia, Spagna, America, e potrei elencarli tutti quanti, ma sarebbe inutile. Inutile perché abbiamo affrontato una pandemia improvvisa che ha sconvolto non solo la vita sociale dell’essere umano, in ogni angolo della terra, non solo il sistema economico che arricchisce un paese, ha colpito anche il valore della cultura e dell’arte. Io amo l’Italia con tutti i suoi pregi e difetti, è il mio Paese d’origine, e lo amo in ogni sua sfaccettatura. Inoltre, per me, è uno dei paesi che racchiude un patrimonio artistico-culturale che è invidiabile. Ognuno di noi si è dovuto adeguare al lock down e alla reclusione in casa: ci siamo dovuti reinventare sia dal punto di vista lavorativo, sia dal punto di vista di occupare, in qualche modo, il tempo libero. Quest’ultimo ci consentiva di fare tutte quelle cose che ci regalavano ore di relax e spensieratezza. L’Italia si è dovuta arrangiare ad innovarsi, a fare quel salto di qualità che avrebbe dovuto fare da tempo, come molti paesi già all’avanguardia, a livello tecnologico, hanno fatto ancor prima di noi. Senz’altro sarebbe stato meglio reinventarsi in una situazione di “normalità” e non “sotto attacco” da pandemia, ma meglio tardi che mai: questi sono i risvolti positivi che una “guerra”, non ancora totalmente finita, si lascia alle spalle. 

Nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, l’Art. 27 sancisce rispettivamente due commi:

“1. Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici; 2. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore”. 

E vorrei proprio partire da qui, perché l’Italia ha saputo fronteggiare l’emergenza anche sotto l’aspetto culturale, rendendosi moderna nell’innovazione di mettere on line tutti quei luoghi affascinanti che si vanno a visitare durante un viaggio rilassante: i musei. Eh bene si, comodamente dal divano di casa, si potevano visitare i principali luoghi d’arte siti nel nostro territorio. Le gallerie più prestigiose si sono ritrovate ad “aprire le porte”, gratuitamente, a tutti coloro che volevano riempire il vuoto di una quarantena che poteva risultare ingestibile e claustrofobica per certi versi. 

Fermatevi e pensateci un secondo: piuttosto che recarsi in agenzia viaggi e organizzare il proprio tour in giro per una determinata Città, per la prima volta in vita nostra, siamo stati noi padroni del nostro tempo e della nostra fantasia. 

“Cosa hai fatto Oggi?” “Bhè, sono stata a spasso con il direttore.”

L’idea che mi ha colpito di più in assoluto, è stata quella del Museo Egizio di Torino. Personalmente ho visitato questo luogo affascinante e ricco di sculture. Christian Greco, il direttore del museo, attraverso il canale YouTube dello stesso, entra negli smartphone o nei tablet delle nostre case, regalando un appuntamento con i visitatori virtuali, creando l’evento “Passeggiate del direttore”, dove si riesce a vedere e sentir commentare, dal direttore stesso, la più grande collezione egizia tra quelle più importanti al mondo.  

Anche Milano, nonostante sia stata messa in ginocchio maggiormente rispetto alle altre Regioni Italiane, è riuscita a risollevare l’umor con #storieaportechiuse: una raccolta di racconti sulle collezioni, le innovazioni e l’attualità scientifica con immagini inedite dei giorni nostri. 

Ma ciò che mi ha fatto riaffiorare bei ricordi è stato il pensare ai Musei Vaticani, alle lunghe file interminabili fatte per visitare un luogo affascinante e versatile, che mi ha fatto innamorare di ogni centimetro delle sue mura. Il pensare che si poteva sorvolare a tutto questo facendo un semplice click su un link mi ha fatto sorridere: con i suoi sette percorsi differenti si è potuto entrare a riscoprire tutti i capolavori racchiusi nella possente struttura, e pensare di finire poi il percorso entrando nella magnifica Cappella Sistina.

Dalle grandi guerre, pandemie e tragedie si può sempre riscoprire un lato positivo, basta avere solo inventiva, immaginazione e fantasia, grazie a tutto questo le nostre giornate sono diventate più leggere e sopportabili. D’altronde non poteva arrestarsi il fascino di luoghi magici che per un paio d’ore ti fanno evadere dalla solita routine per catapultarti in un modo che non tramonterà mai.

Si usa uno specchio di vetro per guardare il proprio viso e si usano le opere d’arte per guardare la propria anima”

George Bernard Shaw